giovedì 7 agosto 2008

Una via ferrata sulla Croda Rossa d'Ampezzo?

Ha destato un certo stupore la proposta di un noto Accademico del CAI, di progettare l'installazione di una via ferrata sulla Croda Rossa d'Ampezzo, lungo la cresta incombente su Forcella Colfiedo, salita il 4.8.1913 da F. Terschak e H. Kees e ripetuta forse un'unica volta in quasi un secolo (400 m, III/IV secondo Berti, roccia molto friabile). La proposta si reggerebbe sul fatto che la Croda Rossa è una montagna che meriterebbe maggiore frequentazione; la cima potrebbe essere svelata anche al "ferratista"; attrezzandola, si "riqualificherebbe" la sconosciuta via Terschak; una ferrata consentirebbe ai salitori di altre vie un rientro più veloce a valle. A parte il problema della qualità della roccia lungo la cresta, ben visibile dal Passo Cimabanche; a parte la profanazione irrimediabile di una cima maestosa e severa, che dal 1870 seleziona i visitatori con itinerari di livello e di grande interesse alpinistico ed ambientale, nutriamo molte perplessità. Avrebbe senso una nuova via ferrata in un gruppo montuoso ancora vergine da tali iniziative e perdipiù nel cuore di un Parco Naturale? La ferrata richiederebbe circa tre ore e mezzo soltanto per l'avvicinamento, lungo un ghiaione privo di tracce e per più di 1000 metri complessivi di dislivello. Una volta eventualmente realizzata, chi si assumerebbe la manutenzione di tale ferrata? Ci auguriamo che l'idea rimanga confinata nella telefonata ricevuta dal CAI, e la Croda Rossa resti immune da un'iniziativa abnorme e assolutamente inopportuna, continuando a selezionare gli
alpinisti che ne toccano la cima con preparazione e rispetto.

1 commento:

Davide ha detto...

E quindi il teorema sarebbe:
"una montagna tanto più é bella quanto più merita maggior frequentazione".

Da qui si ricaverebbe l'assunto: "le montagne più belle sono quelle più frequentate"...

ovvero "trovarsi sulla vetta di una montagna affollata é molto più bello che trovarsi sulla stessa vetta solo col proprio compagno di cordata".

Ma siamo sicuri che si tratta di un noto accademico del CAI?

Se tale progetto andasse in porto non esiterei a mettere sotto torchio il mio flessibile.
Quella ferrata li non dovrebbe neppure entrare nel pensiero di un alpinista, tanto sarebbe scandalosa...

Saluti

Davide