mercoledì 20 febbraio 2008

Chi è l'ignoto artista della Croda de r'Ancona?

Chi mi legge non me ne vorrà, se sono critico nei confronti di un’iniziativa che a qualcuno forse potrà sembrare corretta, ma che a mio giudizio costituisce l’ennesima violenza all’ambiente ampezzano. Su una delle mie cime predilette, la Croda d’Ancona, proprio nel cuore del nostro Parco, durante lo scorso autunno un ignoto “valorizzatore” si è preso la briga di segnalare diligentemente con bollini di vernice rossa, in entrambi i sensi di marcia, l’itinerario più facile d’accesso alla cima, lungo la cresta che sale dai Ciadis. In precedenza, il sentiero in questione era indicato da qualche vecchio segno a minio e da alcuni ometti, sufficienti per instradare anche il passante più sprovveduto e titubante lungo una dorsale che, normalmente, non offre difficoltà, che non siano quelle derivate dall’avvicinarsi troppo alle trincee, magari cadendovi dentro come salami (è successo!). Conosco la Croda d’Ancona da un quarantennio; la via normale mi fu insegnata da mio padre, e da allora vi sono salito decine di volte, senza mai sentire il bisogno di essere confortato passo dopo passo da una teoria di cerchi di vernice. Se non basta la dirittura naturale delle tracce lungo la cresta, ci pensarono i soldati austroungarici, a rendere più che evidente l’ascensione ad una cima, che fino ad oggi reputavo quantomeno sacra, considerato quanto sangue vi venne sparso per la patria. Evidentemente, però, a qualche artista che frequenta le montagne con barattoli, pennelli e bombolette, la storia e i sentimenti proprio non interessano; peccato per i loro sforzi creativi, ma sono convinto che iniziative di tal genere, nel cuore di un Parco che da anni spicca quanto alla tutela ambientale, dovrebbero essere perlomeno dichiarate e autorizzate. Mi auguro che la prossima volta, l’autore della collana di perle lungo la piacevole, ora evidentissima, via normale della Croda de r’Ancona, anziché imbarcarsi in trovate egoiste e tutto sommato superflue, ritenga più utile accodarsi al gruppo di volontari del CAI Cortina, che esegue lavori di manutenzione e pittura di sentieri e tabelle, ma soltanto dove ce n’è realmente bisogno.

1 commento:

Nicolino ha detto...

In linea di massima sono d'accordo con Ernesto, tuttavia mi corre l'obbligo di segnalare uno scempio ben peggiore delle tacche rosse apposte sulla normale della Croda d'Ancona.
Trattasi di un intervento perpetrato mediante opere di allargamento spropositato della mulattiera militare che, dalla polveriera dismessa posta vicino a Cimabanche, conduce in Forcella Lerosa.
Da molti anni frequento questa zona sia d'estate che di inverno con gli sci e non mi era mai capitato di vedere nulla di simile.
La stradina con esclusione dei circa 800 metri (per fortuna!!) posti a ridosso della zona demaniale presso la polveriera è stata allargata e spianata (sembrerebbe per far passare in futuro dei grossi fuoristrada !!)con interventi che con una ruspa hanno scorticato alla grande le radici ed i tronchi degli alberi posti ai lati del tragitto e con scavi della roccia e demolizioni di massi che intralciavano il percorso da allargare.Il tutto con un danno ambientale che tra molti anni forse si auto riparerà,a meno che il fine ultimo non sia di ulteriori interventi con asfaltatura finale, per portare le masse motorizzate e non, in quel luogo incontaminato e bellissimo che si chiama Forcella Lerosa.
Ma il CAI di Cortina cosa fa???
Basta recarsi in loco e verificare!!
Chi ha autorizzato l'intervento?
Le Regole d'Ampezzo ne sono al corrente??
Segnalo quanto sopra ad Ernesto affinché, vivendo a Cortina e facendo il mestiere di giornalista, renda pubblico questo scempio.
Saluti.
Nicola